(Pasquale Stiso)
Ora possiamo morireperché abbiamo imparato a vivere dopo secoli d'ignominia.Ora la mano più non ci trema quando la tendiamo per i nostri dirittie i nostri occhi guardano fieri i nostri simili.Fino ad ieri le nostre bracciaerano buone soltanto per spezzare la terra durai padroni ci chiamavano a nome d'estate nei giorni della trebbiatura.Riempivamo di grano d'oro le aie ventosema ad ottobre eravamo senza pane.Vedevamo i nostri bimbi senza un'oncia di carne sulle ossaeppure dovevamo spingere l'aratro nei maggesi.Odiavamo i nostri campile messi che frusciavano mature sotto il ventoi boschi di olmi lungo la collina bestemmiavano Dioe avevamo tanto bisogno di conforto.Ora invece abbiamo imparato a viverela terra può essere la nostraperché è fertile per il nostro sudoree questa è la grande verità che ora conosciamo.I padroni non verranno mai più d'agostoa cavallo di giumenti ardenti a prendersi il nostro sanguee quando dovremo morirenelle bare di noce ci saranno uominiseguiti da altri uominied il commento della nostra vitasarà favorevole se saremo vissuti con dignità.Era questo un giorno che non speravamoed il giorno è venuto.Ora possiamo godere il soleora possiamo riempirci gli occhi di verdeora possiamo cantare e amare le nostre donneed ora che siamo rinatipossiamo anche morire. |