(Pasquale Stiso)
Quattro pietre di fiumeuna manciata di calce di fornaceecco la mia casa.La pioggia e il vento hanno stinto l'intonaco biancoed ora nei vecchi muribrillano soltanto le finestre di verde smeraldino.La mia è una povera casadalle tegole che il lungo tempo ha imbrunitoarroccata alle altre povere case del vecchio rione.Per me, però, la mia casa è splendente come un ricco palazzomio padre portò sulle bracciaad una ad una le pietre scalpellatela sua ansia innalzò i muri perimetrali.Io sono pieno d'amore per la mia casala ricordo nelle giornate dell'estatequando il sole brillava nel cielo azzurroe il grande silenzio immobileregnava sul vecchio rione;l'aria era così dolcecosì finecosì trepida d'attesa e gli alberi così verdi e fino all'orizzontel'ondeggiante distesa delle messi d'oro.Allora le rondini che venivanosotto la grondaiasembravano messaggere di sogni e di speranze.Mia casafatta di pietre di bianca calced'affetti e di ricordise un giorno non sarai più miaquel giorno piangerà il mio cuoreperché il mio cuore è in temia casapovera casa mia. |