(Pasquale Stiso)
A me piace che la vita sia bellae che i giorni scorrano serenie la felicità sia la sostanza della nostra vita.A me piace che ogni uomo non guardi con odio il suo similee non gli invidi il pane che mangiala terra che lavora.Il mio desiderio di uomoè che gli uomini vivano di giustiziae le donne siano le loro compagnesenza che si pesi sulla bilancial'amore e la dote.A me piace che ogni bellezza ci inondi l'animoe che ognuno s'attristi se un bimbo piange per fame.A me piace che gli uomini di tutta la terrasiano più che fratelli nella comprensione dei diritti e dei doverinello sforzo quotidiano di strappare al suoloogni più nascosta ricchezza.lo amo la gentilezza e odio chi sfrutta il lavoroodio ogni padronee chi contratta l'amore di una donna.E odio tutte le religioni perché hanno teso nei secolila mano al potente per umiliare il più debole.Per tutto questo che amo ed odio io debbo lottarema soltanto io non so fino a che punto il mio cuoresaprebbe resistere.Io so gridare la verità anche sul volto del più forteio so frenare nel mio pensieroogni brutalitàso appagarmi di poco ma il mio spirito si scolora se pensa alla completa dedizione della vita.Io ho letto di uomini che non hanno indietreggiatodinanzi ai puntati fucilie di uomini che sulla soglia della morte hanno scritto parole sublimid'amore e di coraggioe di perdonoper quelli che restavanocon nel cuore una luce radiosacome se andassero ad una festa attesa.Io sulle soglie della morte non avrei il cuore radiosoavrei gridato come un bimbo smarrito e il pensiero dei miei figli m'avrebbe fatto commettere ogni viltà.Ma io quegli uomini li amomi inorgoglisco di lorosona fiero di chiamarmi loro fratelloma ho paurapaura di morire splendidamente come loro.Ho pauraperché voglio viverevivere e amare e non voglio sapere della mia grande viltà.Non voglio sapereperché la vita sia bellaa volteè necessario morire. |